Città temporanee

Appena il viaggiatore giunge ad una nuova città, essa immediatamente si trasformerà per inglobarlo e fare di lui uno degli infiniti dettagli che la caratterizzerà nelle sue fasi successive. Nelle viscere di questi ammassi di edifici e strade, lo straniero affina i suoi strumenti per conoscere e conoscersi: vive, respira, esplora, e tra le mura e le distese di tetti a perdita d’occhio scorge tratti di sè, dei propri desideri, del proprio passato. Nei corsi d’acqua, la sua immagine riflessa a testa in giù non è altro che la proiezione di chi sarebbe stato se sul suo cammino non avesse trovato proprio quella città ad accoglierlo. Quando l’uno non potrebbe essere uguale senza l’altra e viceversa, è a quel punto che la città entra definitivamente a contatto con l’io più profondo del suo abitante, e nel suo continuo divenire lo affianca.